Basta una giornata a disposizione e la voglia di un sano e non difficile
esercizio fisico: il resto lo farà il paesaggio, dolcissimo e placido, che
incontrerete costeggiando il Mincio, nel tratto che da Peschiera del Garda
conduce a Mantova. Qui è stata realizzata una pista ciclabile dalle grandi
attrattive naturalistiche e paesaggistiche; in pochi chilometri si va dalla
costa del lago di Garda a Mantova, attraversando una verdissima campagna,
scoprendo borghi deliziosi, avendo come azzurro filo conduttore lo scorrere
calmo delle acque del fiume.
Premettendo che la pista ciclabile può essere percorsa naturalmente in entrambi
i sensi, descriviamo l’itinerario partendo da Peschiera. La pista ciclabile
inizia proprio nei pressi del casello della A4 di Peschiera del Garda; qui
esiste una discreta possibilità di parcheggio; chi usufruisse del treno può
raggiungere facilmente questo punto dalla vicina stazione ferroviaria. La
pista ciclabile si snoda di fianco al fiume, in un tratto iniziale che spesso è
appannaggio di gare di pesa sportiva; nel caso appunto ci fosse una gara in
corso si richiede un transito “tranquillo” evitando eccessivi
rumori. Colpisce subito la dolcezza del paesaggio: l’acqua, che scorre assai
calma, ha riflessi incredibili tra l’azzurro ed il verde e lo stormire delle
fronde degli alberi che vigilano sul fiume accompagna il ritmo della
pedalata. Il primo paese che si incontra, o meglio si intuisce, è Ponti sul
Mincio, riconoscibile per la bella chiesa che da una piccola altura vigila sul
paesaggio. Il percorso prosegue sempre in piano e la campagna offre scorci
davvero indimenticabili; tutto è ovattato, tranquillo: davvero un piacere per i
sensi abituati al vorticoso ritmo cittadino. Si entra nel territorio del vero
e proprio “Parco del Mincio”, ben segnalato dagli appositi cartelli. Superata
la centrale di Salionze si giunge nei pressi di Monzambano: a farci compagnia
sono sempre gruppi di pescatori e, talvolta, splendidi cigni che galleggiano
eleganti sull’acqua. Il paesaggio circostante si fa ora ondulato, per
accompagnarci nei pressi di Valeggio, annunciato dall’inconfondibile sagoma del
ponte visconteo; sulla sinistra, adagiato sull’altura che delimita il corso del
fiume, il bel “Parco Sigurtà. Il gioiello tuttavia, autentica
perla adagiata sul corso del fiume, è Borghetto, una frazione di Valeggio che
sorge sull’acqua del Mincio. Qui storia e natura esercitano un connubio di
incredibile fascino: il borgo medioevale, circondato dalle merlature ghibelline,
si specchia sulle acque che alimentano una serie di antichi e caratteristici
mulini; qui è possibile trovar traccia del passaggio dei Gonzaga, degli
Scaligeri, dei Visconti, della Serenissima di Venezia, di Austria e di Francia.
Qui è il regno di chi vuol godere di pace e tranquillità in uno scenario
incomparabile ma anche di chi vuole deliziarsi con l’indiscusso re gastronomico
della zona, il Tortellino di Valeggio, così celebre da meritarsi tutti gli anni
un’apposita festa e da essere il protagonista di una romantica leggenda (vedi in
“Gastronomia”). Avanti, ora… il ritmo della nostra pedalata ci porta oltre, Volta
Mantovana rimane sulla nostra destra, vicina ma invisibile per chi percorre
l’argine. Il volo radente di un piccolo e coloratissimo aereo ci segnala la
presenza di un campo d’aviazione per aerei da turismo, contrassegnato
dall’insolita sagoma di un vecchio jet militare, quasi un monumento a quella che
già sembra archeologia industriale. Eccoci a Pozzolo; qui un chiosco vende
bibite e panini e fornisce un aiuto a coloro che non si sono portati viveri da
consumare al sacco. Il tempo di arrivare a Marengo, nei pressi di Goito, e
dobbiamo far ritorno… davvero un’esperienza semplice ma assolutamente consigliabile!